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“Volevo che questo film avesse la purezza muscolare di una narrativa distillata...e tuttavia l’immediatezza del rischio vissuto.
Volevo che mostrasse la sensazione della danza piuttosto che come essa appare…
Volevo fare molte domande sull’amore e sul lavoro e sulla creazione.
Su come l’inventare sembri realmente essere un trovare. E come fare film (e scrivere) sia in sostanza vedere (e ascoltare)”.
Sally Potter, una regista che vive a Londra, sta scrivendo una nuova sceneggiatura. Ma le immagini sembrano sfuggirle di mano: violenza e morte macchiano la storia senza che Sally possa intervenire. A Parigi Sally incontra il tango: Pablo Veron, un danzatore argentino, inizia a darle lezioni. Ben presto le lezioni crescono in complessità ed intensità. Si moltiplicano i maestri e i luoghi. Il tango esce dalla cornice dello studio e inizia ad infettarsi della vita. Forse il tango è sempre stato espressione della vita. Una storia d’amore. Sally si innamora di Pablo. Dal tango emergono le difficoltà che nutrono e intossicano l’amore: la lotta, la gelosia, la ricerca, la vulnerabilità. Dai passi ordinati delle prime lezioni si arriva al caos e al confronto tra due identità. E all’incomprensione. E’ una lotta danza tra sé e l’altro, la negoziazione dello spazio condiviso. E’ la dimensione più spirituale e più estrema del tango.
Giacobbe era solo nella valle, e lì incontrò uno straniero. Lottarono durante una lunga, lunga notte. Ma al sorgere dell’alba Giacobbe realizzava che non avrebbe mai potuto sconfiggere lo straniero. Perché lo straniero era Dio. O un angelo. O forse fin dall’inizio egli aveva lottato con sé stesso.
La rottura di due ordini dà origine a una nuova fluidità.
Viene stretto un patto: se Pablo farà di Sally una vera danzatrice di tango, Sally farà di Pablo una star del cinema.
Pablo guida Sally fino a quando essa è in grado di danzare in uno spettacolo. E’ tempo che Sally guidi Pablo. Cosa significa “seguire” quando la propria natura è condurre? E cosa significa “guidare” per lo schermo cinematografico? Sally cerca la reciprocità. Si espone, accetta la vulnerabilità di chi attraversa il territorio di altri, si plasma per seguire il tango di Pablo, fluida e recettiva. Pablo ha invece paura di scoprire i limiti del proprio. Ma nello spazio dell’incontro si può superare la parzialità di ciascuno.
In questa danza di scambio di ruoli si rigiocano anche i destini sessuati dei due protagonisti, una donna e un uomo. Questa volta è Sally, una donna, a dover dirigere un uomo, a doverlo inquadrare dentro uno schermo, a doverlo rendere, in qualche modo, “oggetto di desiderio”.
Sally: Ti ho seguito nel tango, Pablo. Ora è tempo che tu segua me. Sei pronto?
Pablo: Ma cosa vuoi che faccia? Non sono un attore.
Sally: Tu non devi fare niente. Credimi. Solo sii te stesso.
Pablo : E’ facile dirmi di essere me stesso. Ma io chi sono?
Creazione e relazione sono due parole chiave per comprendere il film: quanto possiamo toccare l’altro e quanto l’altro può realmente toccare noi? Non a caso la stanza privata – guscio, in cui Sally lavora e crea, inizierà mano a mano a deteriorarsi e la regista dovrà uscire nello spazio condiviso se vorrà accedere alla vera creazione artistica, che è prima di tutto avvicinamento, contatto, relazione con l’altro da sé. L’abbraccio, così come lo sguardo, lo specchio, l’obiettivo, è percezione dell’altro, riconoscimento della differenza, domanda sull’identità, esplorazione del limite proprio e altrui, dello spazio intermedio. La lezione del tango è elaborare il limite, riconoscere lo spazio che separa le entità all’interno della coppia, del gruppo. Quello di Sally è un messaggio rasserenante: esiste un luogo dove puoi essere e sarai contenuto.
Nella complessità dei piani che si intrecciano nel film, si intuisce la volontà di trovare nuovi modelli di relazione tra il creatore ed il suo “materiale”, una ricerca di integrazione profonda, non gerarchizzata, che tenga conto, integri e dia valore alle differenze.
Sally Potter autrice, regista, attrice, è anche compositrice della musica di questo film, musica che suggerisce ciò che non si può dire, lasciando intuire somiglianze e continuità, parentele. Un film quindi sul desiderio femminile, sulla sua espressione, sull’importanza del rapporto relazionale con l’altro, un film sulla creatività di una donna, e sulla sua ricerca di nuovi modi di vivere, di lavorare e di amare, di essere sé stessa senza tradire la propria identità profonda.
Di Sally Potter. (GB/Argentina/Giappone/Olanda,1997-102’)
Con: Sally Potter, Pablo Veron.





