sabato, 28 aprile 2007




Viejo vals, estás vivo
latiendo
suavemente
no a la manera
de un
corazòn enterrado,
sino como el olor
de una planta profunda,
tal vez como el aroma
del olvido.

No conozco
los
signos
de la música,
ni sus libros sagrados,
soy un
pobre poeta
de las calles
y sòlo
vivo y muero
cuando
de los sonidos enlutados
emerge sobre un mar de madreselva
la miel
antigua,
el baile coronado
por un ramo celeste de palmeras.

Oh, por las enramadas,
en la arena
de aquella costa, bajo
aquella luna,
bailar contigo el vals
de las espumas
apretando tu talle
y a la sombra
del cielo y su navío
besar sobre tus párpados tus ojos
despertando
el rocío
dormido en el jazmín fosforescente!

Oh, vals de labios puros
entreabiertos
al vaivén
amoroso
de las olas,
oh corazòn
antiguo
levantado
en la nave
de la música,
oh vals
hecho
de
humo,
de palomas,
de nada,
que vives
sin embargo
como una cuerda fina,
indestructible,
trenzada con
recuerdos
imprecisos,
con soledad, con tierra,
con jardines!

Bailar contigo, amor,
a la fragante
luz
de aquella luna,
de aquella antigua
luna,
besar, besar tu frente
mientras rueda
aquella
música
sobre las olas!


Pablo Neruda

postato da: aghataa alle ore 12:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, poesia
giovedì, 26 aprile 2007

Quasi mezzanotte.
Quasi buio qui e altrove. Sul collo, sulla nuca, fra i capelli elettrici ed elettrizzati, sulle curve degli sguardi e dei liquori o liquami sparsi anche in questo preludio di notte. Ho davanti una candela ed un profumo e un riflesso d'argento nel quale avvolgere
la solitudine del cuore.

postato da: aghataa alle ore 21:51 | Permalink | commenti
categoria:musica, poesia, storie
mercoledì, 25 aprile 2007

Tra andarsene e restare è incerto il giorno,
innamorato della sua trasparenza.

Il pomeriggio circolare si fa baia;
nel suo calmo viavai si mescola il mondo.

Tutto è visibile e tutto è elusivo,
tutto è vicino e tutto è inafferrabile.

Le carte, il libro, il bicchiere, la matita
riposano all'ombra dei loro nomi.

Nella mia tempia il battito del tempo ripete
la stessa testarda sillaba di sangue.

Dell'indifferente muro la luce fa
uno spettrale teatro di riflessi.

Mi scopro nel centro di un occhio;
non mi guarda, mi guardo nel suo sguardo.

Si dissipa l'istante. Immobile.
Vado e vengo:
sono una pausa.

O. Paz


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categoria:musica, poesia
sabato, 21 aprile 2007

 

...dopo la visione di un film "fasullo", dopo le fusa del gatto, dopo la lettura di settecento pagine web sulle orchestre di tango, storia, date, cantanti, danzatori, compositori, miracoli e giocolieri vari, ora con un grande sbadiglio e gli occhietti rossi, posso andare a trovare morfeo, magari ci scappa anche un bel delirio :)

p.s. dura fermare le gambette, tzè!

 

postato da: aghataa alle ore 23:30 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica, storie
venerdì, 20 aprile 2007

Ci sarà un incubo peggiore
socchiuso tra i fogli dei giorni
non sbatterà nessuna porta
e i chiodi, piantati all’inizio della vita
si piegheranno appena.
Ci sarà un assassino disteso sul ballatoio
il viso tra le lenzuola, l’arma posata di lato.

Lentamente si schiuderà la cucina
senza fragore di vetri infranti,
nel silenzio del pomeriggio invernale.
Non sarà l’amarezza, né il rancore,
solo per un attimo le stoviglie
si faranno immense di splendore marino.

Allora occorrerà avvicinarsi, forse salire
là dove il futuro si restringe
alla mensola fitta di vasi
all’aria rovesciata del cortile
al volo senza slargo dell’oca,
con la malinconia del pattinatore notturno
che a un tratto conosce
il verso del corpo e del ghiaccio
voltarsi appena,
andare.

A. Anedda

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categoria:musica, poesia, storie
mercoledì, 18 aprile 2007

...pomeriggio di tango, i muscoli freddi, la pioggia che batte sui vetri, un pizzico di poesia sul cuore, una giornata di lavoro da dimenticare. Il cascamorto tenta un cabaceo, raccolgo l'invito e subito incalza...

sei fidanzata? sì ho una storia (così mi molla)
ahhh e lui è del tango? no no...non balla
ahhh però vieni qui sola a ballare...beh che c'è di male?

silenzio...e giro a destra, sinistra e poi ancora col ritmo che sale mi abbraccia, serie di ganci,  sacada laterale cambio di fronte e voleo...uno due treeeeeeee.....ahiiiiiiiaaaaaaaaa......che doloreeeee!!! Stiramento, strappo muscolare lato ginocchio, versamento. Ghiaccio, riposo forzato non si sa per quante ore, giorni, settimane....e fanculo pure al cascamorto :(

p.s. qui Roma, l'erba cattiva non more mai :)

postato da: aghataa alle ore 21:25 | Permalink | commenti (10)
categoria:storie
domenica, 15 aprile 2007


...e giro pagina, canto tango, cambio scarpe, carattere, spietata iniziano i miei tanti no grazie. di una cosa adesso sono certa, meglio un solo tango con sientimento che una quantità di stupidi passi senza emozione. Due tre anni di riflessioni, che fatica...

postato da: aghataa alle ore 15:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, storie