domenica, 18 novembre 2007

...pare non funzioni più niente intorno a me, che palle!!
non vanno le foto in flickr, né la musica che in certe sere tiene compagnia.
arghhhhhhhhhhhhh.......stillo disperato :(

 

 

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categoria:lagne
venerdì, 14 settembre 2007



...stanotte nella penobra della mia stanza ho continuato ad immaginare l'ombra sconosciuta, quella che la notte prima si è introdotta a casa mia senza invito  e s'è messa a frugare gioielli, sogni, fogli ed anche il mio russar tranquillo. Ho ancora una strana sensazione addosso, e la paura che non riesco a mandare via. Si amplifica quel senso di fragilità che spesso nascondo anche a me stessa. Barricata in casa, cade l'ultima illusione di libertà che nascondevo sotto il cuscino..........."fermate il mondo vojo scende"

postato da: aghataa alle ore 11:45 | Permalink | commenti (13)
categoria:lagne, storie
mercoledì, 25 luglio 2007

Appunti sparsi di un festivaltango.

Sitges la conoscevo, ci capitai non so quanti anni fa inseguendo un settembre tranquillo e gli amici surfisti da lontano, un paese niente di che, pochi pezzi di storia alcuni decisamente incantevoli. Ma ora torniamo al nostro caro tango che poi mi perdo facile nel vortice dei ricordi. Milonga allestita in un cortile condominiale, fortunatamente al centro del paese.
Organizzazione abbastanza approssimativa con l'accoglienza di un Mister Been dal sorriso sempre pronto e finto, che come dice la mia amica Leti, tiene un’incontinenza logorroica da curare.
Musicalizador da mandare in esilio subito senza processo d’appello, spesso mi sono chiesta dove cispa avesse trovato certe canzoni, che poi se manca la musica….arghhhh…Volendo fare lezioni all’ultimo minuto non c’era nessuno per chiedere costi ed informazioni varie, che poi come minimo ad un festival ci si aspetta un ufficio preposto più o meno sempre aperto, seeee ma quando mai! Proseguendo il viaggio, il festival ha proposto le varie esibizioni dei maestri chiamati per gli stage, due tre coppie niente male certi altri potevano anche starsene tranquillamente a casa che di sicuro non avremmo sentito la loro mancanza. Personalmente mi sono concentrata solo sull’esibizione del mio amichetto Pablo Pugliese e la sua Noel, va beh questo per una sorta d’amicizia fra di noi quindi niente opinioni tecniche di stile e via dicendo. L’amicizia con Pablo la vivo come un grande abbraccio di quelli forti e prepotenti e devo dire che anche questa volta il suo abbraccio è arrivato puntuale come un treno, le parole le avevamo riservate per l’ultima serata, magari con maggior calma. Dicevo, a sì che ho trovato un ambiente molto giovanile, decisamente un ottimo livello di tango, molto tango nuevo! Peccato ai pochi scambi di razza e di età, che palle vedere la solita solfa 1+1+1+1= pochezza d’animo. Solo i nostri valorosi italiani, eroi d’altri tempi, hanno osato esplorare in ogni dove, dalla russia all’indocina non je se faceva mai mattina :) Ho trovato assurdo che la milonga chiudesse alle tre della noche per poi trasferirsi tutti lungo il mare, un marciapiede oramai storico che secondo me andava bene quando 14anni fa ballavano in 50, 100 persone, ora saranno stati almeno due, trecento bohhh. Comunque musica a volume bassissimo sotto ad un tetto di cielo stellato che per carità potrebbe sembrare anche una cosa molto romantica, sempre se hai qualcuno che per caso ti abbracci in una notte ebbra di sentimento e d’estate. Personalmente, visto il panorama gnocche russe, francesi, americane, bellissime, bravissime, tutte lì ferme ai box a lucidare tacchi e a dare numeretti e sorrisi per ballare, ho preferito andarmene a dormire, che nella vita per carità va bene qualsiasi esperienza, ma essere così masochista solo per il gusto di vedere gli altri che ballano fino alle nove della mattina, beh a questo ancora non ci sono arrivata e ho preferito risparmiarmelo, ekkzz….che poi dice, in certe notti d’estate con l’odore e il rumore del mare, occhio non vede, cuore non duole! Sarà una cavolata pure questa, ma in certi casi aiuta un po’ a sopravvivere. In conclusione, un festival simpatico e divertente, con qualche buco nero qua e là, consigliato ai più giovani che non a quelli della mia età, magari senza partner.
 
 
Ultima sera festival, rientrata un po’ dalle mie disavventure, vado in milonga, diciamo più per stare con il gruppo amici & dintorni che non per ballare. Parte un vals, ultimamente sono molto sensibile a questo tempo, che ne so mi avvolge. Tento di tenere il ritmo con il piedino ed improvvisamente m’invita il biondino bonazzo bravissimo super figo, oddio colpo al cuore...e mo che je racconto? Va giù di tango nuevo, sono giorni che guardo il suo stile divertente….ehmmm ok mi rilasso e lo seguo, mi studia, ogni tanto ridiamo se non arrivo dove dice lui, quando riesco a tenergli testa ridiamo da scemi, adoro le sfide, tutte in assoluto! Improvvisi abbracci stretti…e poi ancora abbracci aperti e cambi di direzione e fantasia….woww ma chi sei creatura nel buio? Ci stiamo divertendo e si sente, niente batticuore e sguardi languidi, puro divertimento, (che poi dovrebbe essere anche questo il tango) abbracci e sorrisi che due tre tande così mi rimettono in pace con me stessa e con il mondo. Bevo qualcosa di forte, stasera ne ho bisogno, lo sento. A seguire m’invita un francese, sempre di quelli che un po’ se la tirano, (cazzo si vede che sono partite già tutte le russe) ci troviamo come simpatia, un po’ meno nei passi, balla da solo….ma vaffanculo va. Arrivano altri inviti, ahoooo ma chééé, (tacci vostri tutti stasera uscite fuori)? Lo spagnolo, dopo due tande con voce suadente mi fa una proposta fra il galante e l’osceno….lo sistemo prontamente con la scusa che non intiendo, (sta bono lì che non è cosa) l’avrà capito dal mio sguardo perché dopo tre tande mi ha letteralmente abbandonata al mio destino. Ultima sera invito il Gianluca, presidente di un associazione a delinquere fra le lenzuola, non ci avevo mai ballato ed ero curiosa dei suoi passi, niente da fa, mi concede una tanda, ma già al secondo passo sento che non gli va…va beh peggio per lui, mi è simpatico lo stesso. Ok mi faccio un giro, stasera non ho voglia di stare seduta n’è d’incontrare certi sguardi, meglio confondersi nella folla. Vado a cercare Pablo, così prima che sparisca nel nulla riesco a salutarlo. Lo trovo ad un angolo con la sua Noel, parliamo del suo debutto a settembre a N.Y. un lavoro molto importante, due anni di preparazione, sensazioni ed emozioni. E’ di lingua sciolta, mi chiede come va il mio tango, rispondo che va un po’ così, a rilento per un mucchio di ragioni, ma va…ogni tanto lo incontro, entriamo in un vortice di opinioni, come vivo e vedo il tango. Mi scappano un paio di domande, probabilmente nelle sue risposte cerco una sorta di rassicurazione. Pablo dimmi; al tangocamp per la prima volta ho visto Naveira ed altri grandi maestri, naturalmente non metto in discussione la loro perfezione, lo stile e via dicendo, ma perché quando vedo certi maestri non sento nada, non mi arriva neanche una piccola emozione? A me arriva tecnica e solo questo, molti mi dicono che sono una matta a non provare niente, mi dicono ma non lo vedi come sono perfetti? Ho il cuore chiuso a chiave, gli occhi distanti, davvero sono diventata così arida Pablo? No, non credo sei matta n’è arida, forse più semplicemente sei una piccola donna che sa guardare oltre, sai arrampicarti dove solitamente la gente si ferma, e la gente di solito si ferma sul passo d’effetto, sulla capriola perfetta, raramente e pochi vanno oltre, raramente la gente guarda negli occhi, sì Pablo hai ragione, di guardare oltre mi succede anche nella vita fuori, e sinceramente non so più quanto sia un bene questo. Sono assetata di anime, dentro e fuori dal tango, e spesso riesco solo ad essere fraintesa perdendo poi sempre tutto. In Italia, non so altrove, moltissima gente ha imparato a vivere sull’orlo della superficialità, egocentrici e vuoti dentro, se ti dico che a volte l’invidio ci credi? Io dentro a questo luna park di luci spente non riesco più a starci dentro, forse ho gli occhi lucidi, non ricordo, mi abbraccia forte ancora un momento, in quella pausa silenziosa c’è un pezzetto d’affetto, una carezza che tocca dentro. Arriva Mingo e interrompe, devono andare. Ciao Pablito, in bocca al lupo per lo spettacolo, ciao piccola donna dagli occhi grandi fai la brava, lascia che sia il tempo a rispondere alle tue domande, ci vediamo a Roma in primavera.
Bevo ancora per mandar giù un altro singhiozzo, giro pagina e torno dagli amici. Li trovo più o meno tutti stanchi e cotti dalle serate precedenti, ma stanotte sono sveglia come un grillo quindi voglio proseguire alla playa per vedere cosa ho perso le altre sere. C’è molta meno gente e si vede, forse chissà riesco anche a trovare un tango in riva al mare, d’altronde ste cazzo di russe dalla pelle bianchiccia sono partite no? E aspetta e guarda e sbuffa e sbadiglia e che bella questa, suona Fresedo Nieblas del riachuelo e qui ci vorrebbe un abbraccio di quelli che…ma niente, gli abbracci sono altrove e allora fumate ‘naltra sigaretta che eccolo lì sé fatto giorno e non incontrai neanche un tango. Adesso finalmente posso dire di non aver perso niente nelle serate precedenti, adesso posso anche incamminarmi verso l’albergo da sola che non ho più paura. Un saluto frettoloso agli amici & dintorni che non amo molto gli addii né i baci finti, un ultimo sguardo al mare, un respiro profondo per tacere, solo il rumore dei miei tacchi nei vicoli dormienti, cazzo neanche un topo con cui parlare un momento delle mie paure, né un gatto, né un cane sciolto per dividere un panino, una birra a metà! Qui Roma, la prima cosa che ho fatto, mettere tutto in lavatrice...
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mercoledì, 25 luglio 2007

...c'è un vento forte che spazza le strade, avvolge e fa rotolare le cose. Alzo il volume per non sentire niente e nessuno, neanche la mia parte infantile, quella stupida ragazzina che ama ancora i gesti, gli abbracci, sorridere delle piccole cose. Dal cielo arriva una luce strana, sembra già notte quando in realtà saranno le dieci di mattina, cammino non so per quanti chilometri, cammino senza meta per sfiancare i pensieri. Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, uno, due, tre giorni ed improvvisamente mi sono persa,  sono arrivati una serie di casini a distanza e ho dovuto fare finta di niente, gestirli, tornare in mezzo alla gente, tentare un sorriso, ascoltare e vedere confessioni d'amore sensa senso, poi scappare ancora per ritrovare il mio silenzio . Ho dovuto trasformare farfalle in rospi, e vomitarli ad uno ad uno affinchè niente facesse più rumore, neanche quelle fottute emozioni che d'improvviso sentivo partivano dal cuore, e diventavano carne, lingue, pancia, sudore, sangue, e mani nei capelli, che non sono le scopate ubriache di una notte, quelle le riconosci dalla puzza, al mattino non lasciano niente, neanche il buon odore di un orgasmo sulla pelle. Va bene ok, una gran fatica, meglio razionalizzare e tacere. Stasera mi fermo ancora un attimo su questo squarcio di cielo senza risposte, sul mio caos calmo. Mi fermo a riordinare le note, a carezzare il mio gatto che a lui di sicuro sono mancata, a bere un bicchiere di qualcosa, ad ascoltare un trip hop che accompagna la notte, le borse sotto gli occhi sono scomparse, sembro quasi più bella e stasera riesco ad essere meno incazzata con me stessa. Tutto sommato ho capito che anche una bruttina stagionata come me può inciampare un attimo, farsi carezzare dal vento, farsi rubare le chiavi di casa,  o forse è solo che sono viva, ed anche questo l'avevo proprio dimenticato...

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